Un veloce resoconto

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Stefanol
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Un veloce resoconto

Messaggio da Stefanol » mercoledì 10 novembre 2004, 8:30

Scesi dalla nave nel buio misterioso della città africana dopo un lungo ed estenuante viaggio pieno di insidie, come le cotolette bisunte e la pasta scotta del self service. Con molta apprensione salii sulla moto pensando ai 1.800 chilometri che mi aspettavano. Calcolando una media di 80 km/ora voleva dire stare circa 22 ore e 30 minuti in sella ad un monocilidrico. Considerando che una banana pesa circa 300 grammi e che per fare un frullato con 2 banane ci vuole circa un minuto, il mio viaggio corrispondeva al frullamento di 2.700 banane pari a 810 kg. Solo che sulla sella ci sarebbero state molte mie parti delicate, non della frutta esotica, ecco perché ero preoccupato.”

No, non regge, non sono capace a fare un diario; dunque per mettere nero su bianco le mie impressioni da lasciare ai posteri, userò una metodica meno romanzesca e più sintetica.

Operazioni doganali a Tunisi.

Un’odissea. La prima coda serve per il controllo del passaporto con la fiches che hai compilato precedentemente. Quando il doganiere si accorge che hai una moto alza il sopraciglio e ti da un foglietto che devi far firmare ad un secondo funzionario che dovrebbe verificare l’esistenza della moto. Questo funzionario si aggira per l’area doganale e non è facile identificarlo. Scarabocchia qualcosa di assolutamente importante sul retro del foglietto. Con il foglietto firmato vai da un terzo funzionario che mette qualche timbro e compila un successivo foglio che insieme al passaporto ed al libretto della moto devi mostrare ad un quarto funzionario che è al cancello di uscita. Due ore e passa.

Alberghi in Tunisia.

Trasandati. Anche quelli delle grandi catene, costruiti con sfoggio di architetture e materiali sembrano entrati in un tunnel temporale che moltiplica per 10 il normale scorrere del tempo. Un albergo aperto 5 anni fa sembra averne 50. Scale ovunque, le barriere architettoniche sono una costante fissa. Moquettes che sembrano essere state calpestate da tutti i maratoneti di new york, bagni che sembrano essere stati usati da tutti i cinesi insieme, e chissà come sono le cucine.

Cibo.

Cus cus e capra, verdure cotte su qualche piastra rovente e pane squisito; si mangia semplice e bene nei posti dove non si accorgono che si è italiani, altrimenti si cade nell’orrenda gentilezza di vedersi offrire spaventosi spaghetti. Abbiamo più volte gustato una sorta di omelette con un ripieno di verdure che viene fritta in qualche sostanza grassa, forse l’olio dei freni degli enduristi dispersi nelle gare africane; a parte la presunta indigeribilità è molto buona. Invece il cibo da campo è ottimo e abbondante. Il camion di appoggio potrebbe essere un furgone se non fosse per le quantità di vettovaglie che deve contenere. Segnalo anche l’intervento di un endurista graduato che ha offerto un insostituibile contributo etnico alla preparazione di una spaghettata.

Igiene alimentare.

Scarsa. Le cronache dicono mai bere acqua corrente, niente verdure crude niente salsine di natura incerta. Oppure il rischio è di passare svariati muniti della giornata a braghe calate. Io credo di essere stato il primo, altri hanno seguito. Le posate dei ristoranti sono genericamente unte, anche i tavoli ed i piatti, si insomma, l’unto regna sovrano.

Strade asfaltate.

Di buona qualità ed in buono stato di manutenzione. L’unico sporco trucco è un tipo di asfalto che sembra ghiaia; il problema è che da asfalto diventa ghiaia veramente e senza preavviso. Anche in Tunisia stanno facendo le rotatorie. Poi ci sono le autostrade che hanno tanti caselli di cui uno solo aperto, per la gioia di chi ama le code. Ci sono più buchi in 100 metri di strade a Genova che in 100 km di strade asfaltate in Tunisia.

Spazzatura.

Tanta, quasi ovunque. I piccoli paesini che si incontrano sono preannunciati da sacchetti di plastica ed altra spazzatura che aumenta via via lungo il ciglio della strada. La discarica vera e propria è in genere a fianco delle prime case da entrambi i lati della carreggiata.

Traffico.

Abbastanza intenso sulle strade principali. Ci sono numerosi camion ed auto dai cui scarichi escono fumate pestilenziali che spingono il motociclista a compiere sorpassi di emergenza in apnea. Però è un traffico abbastanza disciplinato. Una moda demenziale è fare gli abbaglianti quando si incrocia una moto; di giorno passi, ma di notte comporta l’accecamento completo e reiterato che a lungo andare stanca.

Bambini.

Tanti, tantissimi e molti ciondolano lungo le strade dei paesi. Su 10 bambini 8 salutano festosi, 2 tirano le pietre. Ci è stato detto che non lo fanno per aggressività, ma per gioco. Tant’è che il collo glielo tirerei volentieri, per gioco. Ogni tanto qualcuno fa gestacci e mima l’atto di sputare, di certo le moto non lasciano indifferenti, l’interesse è sollevato comunque.

Polizia.

Tanta, pare un poliziotto ogni due turisti. Curiosa attitudine di segnalare l’arrivo della nostra carovana e di scortarci fino all’uscita dei paesi. Non sapevo se sentirmi onorato, minacciato o disprezzato, lo avevo visto fare nei film di cow boys dagli sceriffi del far west che accompagnavano i malvoluti fuori dal paese. Pare che invece sia un gesto di considerazione, di rispetto. Sarà, ma la polizia che mi scorta mi inquieta un po’, sia essa dotata di auto coi lampeggianti, scooters o auto civetta.

Povertà.

Tanta. Ed è imbarazzante – almeno per me – sfrecciare nei paesini su moto il cui costo è probabilmente pari al reddito annuo se non quinquennale di uno degli abitanti di quei centri urbani che trasudano miseria. Trasudano miseria ma diverse case hanno la parabola satellitare, molti pedoni hanno il telefono cellulare in mano, non so cosa pensare.

Benzina.

Nelle stazioni di servizio si vende benzina col piombo, miscela, diesel, petrolio e benzina senza piombo. A parte il petrolio che non siamo riusciti a capire cosa sia, di benzina senza piombo c’è in genere una sola pompa, e noi che eravamo in tanti impiegavamo una buona mezz’ora a finire la sosta rifornimento. Ci sono abbastanza distributori in giro da non avere problemi.

Rovine.

Belle e ben conservate. Quelle romane che abbiamo visitato sono pulite ed il colore della pietra è quello originale, a differenza delle nostrane che tra inquinamento e vibrazioni da traffico sono tendenzialmente grigie e nere e cadono a pezzi. I biglietti per accedere costano poco, c’è anche il sovrapprezzo per il diritto a fare le foto.

Sabbia.

Bella in spiaggia se ti ci sdrai sopra, ma arrivarci sopra con la moto è più difficile di quanto non si pensi, almeno per chi è alle prime armi. Siamo caduti in tanti e tante volte. E poi ci si insabbia; la ruota posteriore inizia a sprofondare con il dichiarato fine di fermarsi solo sotto la placca continentale. Allora bisogna andare più veloce, ma così si rischia di cadere. Insomma, siamo andati in africa ben per la sabbia, basta lamentarsi. Alcuni di noi invece hanno mostrato subito una dimestichezza invidiabile, la stoffa non è acqua anche se ho il sospetto che qualcuno si sia segretamente allenato per mesi prima di venire in Africa.

Sabbia 2.

Quella che invece di starsene li buona buona viene presa su dal vento e sollevata nella sua frazione più fine. Non c’è orifizio, piega, cucitura, anfratto o teleobiettivo che sia al riparo. Abbiamo avuto modo di conoscere un assaggio delle tempeste di sabbia, per fortuna è durato solo un’oretta.

Pioggia.

Nel deserto piove. Non per tutti, ma per i più fortunati. Ha piovuto a lungo durante una notte passata in tenda, con vento. E poi ci ha regalato una bella doccia serale durante un trasferimento in moto. Con gli automobilisti locali che per salutarci usano gli abbaglianti mentre ci incrociano.

Dune.

Non pensavo fossero così divertenti. Ovviamente bisogna imparare. Mi sono insabbiato una volta e capovolto una seconda volta. Poi ho capito che bisogna andare a manetta, giuro che è come un parco giochi. Milleottocento chilometri per passare due ore con la moto nelle dune forse sono un po’ tanti. La prossima volta spero di invertire i numeri, voglio guidare due ore e passarne milleottocento a fare il cretino sulle dune. Mi sa che però nessuno mi affitterà una moto. Vorrà dire che verrò con la mia.

Oasi.

Quelle che abbiamo visto erano belle grosse e molto frequentate. Ammetto che avevo una visione molto più romantica e probabilmente cinematografica della piccola oasi con poche palme ed una tenda di Berberi. Le nostre incontrate sono grandi come cittadine e piene di alberghi.

Berberi.

Sono quelli vestiti di nero col turbante blu e – si dice – molto affascinanti. Ne abbiamo incontrati alcuni, ma non ci terrei particolarmente ad essere rapito da uno di loro. Chissà invece le Berbere come sono ? Chi ha mai visto una Berbera ? Vuoi vedere che sono ermafroditi come i lombrichi e si riproducono per clonazione ?

MAN

E’ la marca del camion di assistenza, ma poteva anche essere NASA. Non ne avevo mai visto uno prima così grosso e cosi attrezzato, c’è dentro una officina oltre che al necessario per allestire un campo e nutrire una banda di motociclisti affamati. I turisti incontrati ne erano affascinati, alcuni scattavano delle foto. Abbiamo anche avuto l’opportunità di fare un giro turistico proprio sulle dune sabbiose a bordo del suddetto. Molto divertente.

Tende.

Im materia di tende ero rimasto ad un modello verde pesante molti kg, che richiedeva l’esperienza di Messner per essere montata in meno di un’ora, di una scomodità infernale, puzzolente e che non offriva alcuna protezione da vento e pioggia. Quella messa a disposizione si monta in 3 minuti ed è comodissima, è leggerissima spaziosa ed assolutamente impermeabile – almeno quella che avevo io.

Donne.

La compagnia ha vissuto la presenza di una motociclista a pieno regime, una motociclista in veste di passeggera, una passeggera a corrente alternata e due turiste temporanee. Brave tutte.

Hammammet.

L’unico posto turistico sul serio che abbiamo visto. Bella spiaggia e strade pulite. Alcuni abitanti locali proponevano la visita alla tomba di Bettino (Craxi) ma abbiamo preferito mangiare una pizza in una birreria tedesca.

Vu cumprà.

Ovviamente i vu cumprà sono dove c’è un turista. Nei paesini più poveri sono pochi mentre attorno alle attrazioni turistiche sono numerosi. Ovviamante sono insistenti, ma gli unici veramente fastidiosi e persino aggressivi li ho incontrati proprio nel quartiere antico di Hammammet (la Medina). Il più simpatico è un giovine di 25 anni spuntato dal nulla tra le dune di un campeggio. Ha cenato con noi, ha procurato legna per il fuoco (dove cavolo l’avrà trovata) e poi si è dileguato.

Animali.

Nel deserto tanti animaletti neri parzialmente pelosi modello scarafaggio e simpatici oltre che socievoli topolini bianchi; per fortuna nessuno scorpione, serpente o altri soggetti pericolosi. Mosche a nugoli, poi un moscerino che punge ma poco invasivo.

Spagnoli.

Della compagnia facevano parte tre spagnoli, tutti molto simpatici. Due giornalisti ed un concessionario Aprilia. Quest’ultimo si è prodotto in un tuffo carpiato con avvitamento che ha così messo fine alla sua esperienza motociclistica tunisina.

Incidenti.

Andres concessionario Aprilia a Granada ha aperto la conta dei danni fisici rientrando al campo bianco in volto e visibilmente dolorante, portato a braccia dal Doc ed altri improvvisati barellieri. Dopo un primo momento di apprensione la diagnosi è stata di sospetta frattura di una costola e botte qua e la. Ha cercato di rientrare in Spagna ma è stato respinto in dogana dunque ci ha aspettato ed è tornato con noi in nave. Poi è stata la volta della Guardia di Finanza, encomiabile fino all’ultimo per ardimento nonostante la scarsa familiarità col fuoristrada, caduta quasi da fermo ma piede incastrato sotto la moto. Sospetta lesione del malleolo e distorsione. Infine un altro momento di ansia per un volo circense del signor Webmaster che però se l’è cavata con una sbucciatura e qualche probabile livido.

Salvataggi.

Abbiamo salvato una famigliola composta da Papà furente, Mamma sull'orlo di una crisi di nervi, 2 bambini sconcertati a bordo di una clio rotta nel mezzo di una pista nel deserto. Mi sono dimenticato di chieder loro il nome dell'agenzia di viaggio che li ha spediti con una clio verso le dune.

La moto.

Mi è stata affidata una Pegaso, che non solo non avevo mai guidato, ma di cui ignoravo l'esistenza. Sono un motociclista residuale, nel senso che ormai la passione dei vent'anni si è diluita irreversibilmente. Resto motociclista ma il tempo che dedico alla moto è proprio poco. Una volta compravo Motociclismo, la Moto e non so quali altre riviste, adesso non più. Ho una BMW 650 perchè è da anni che ho BMW e per pigrizia sono passato da un GS 80 ad un GS 1000 ed oggi una 650 che mi si dice è una parente stretta proprio della Pegaso. In effetti l'ho trovata molto simile come posizione di guida (comodissima) mentre mi pare abbia un motore più pastoso e con qualche cavallo di meno, è meno rumorosa e vibra meno, probabilmente non ha i problemi di elettronica che la BMW ogni tanto mostra ed infine ha una bella quinta molto più lunga. Per qual poco che può contare, la promuovo a pieni voti, anche se forse avrebbe bisogno di qualche cavallo in più.

Conclusione.

Non credo mi sia venuto il mal d’africa di cui tanto si parla, però l’esperienza tunisina è stata per me una rivelazione. Come ha detto il signor Capo Organizzatore, si è per noi aperta una finestra sul deserto. Meglio non poteva andare. I compagni di viaggio in primis, l’organizzazione senza sbavature, il tempo ed i luoghi. Riformulo un ringraziamento a tutti. Spero avremo altre occasioni per vederci e, ovviamente, per calcare nuovamente le sabbie africane.

PS. Se ho omesso aspetti o fatti che ritenete utili, per favore aggiungeteli senza indugio.

Ciao !
Ultima modifica di Stefanol il giovedì 11 novembre 2004, 16:11, modificato 1 volta in totale.

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Messaggio da Sgaio » mercoledì 10 novembre 2004, 12:43

Complimenti Stefanol! :P

Un resoconto sintetico, corretto ed esauriente: ah, se certi giornalisti imparassero a scrivere così... :roll:

Ciao!
...se la strada per il paradiso è un rettilineo, preferisco andare all'inferno… :ridi:

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Messaggio da carlodg » mercoledì 10 novembre 2004, 19:37

Bravo Stefanol, ottimo rapporto.

Vuoi che provi a farlo pubblicare sul sito Aprilia? Hai due foto da mettere insieme?
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Messaggio da attila » mercoledì 10 novembre 2004, 22:31

Sgaio ha scritto:Complimenti Stefanol! :P

Un resoconto sintetico, corretto ed esauriente: ah, se certi giornalisti imparassero a scrivere così... :roll:

Ciao!
Sgaio,

mi hai tolto le parole di bocca, e aggiungo che ha anche la giusta dose di humor...

;-)
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Messaggio da bikelink » giovedì 11 novembre 2004, 8:26

sfronzolato ..diretto al dunque :)
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Messaggio da ALEX (LI) » giovedì 11 novembre 2004, 9:06

Si, veramente un racconto simpatico e veritiero, sono stato anche io in Tunisia, "purtroppo" non in moto :( e devo dire che riconosco molti dei "luoghi comuni" presenti in quel territorio e facenti parte di quel popolo.

Spero prima o poi di poter ripetere l'esperienza in moto e di incontrarti per sentire direttamente da te altre sfumature del vostro stupendo viaggio! :D
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Messaggio da Ospite » venerdì 12 novembre 2004, 16:12

ciao
sono Gigabike non loggato

il racconto di Stefano è proprio come lui: schietto, simpatico e con un sottile umorismo mai invadente.

p.s. la foto del culo della pulzella sulla nave ce l'hai ancora??
:-)

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Messaggio da gigabike » giovedì 18 novembre 2004, 10:22

Ecco il racconto di viaggio.

Che ne dite?

http://www.aprilia.com/portale/ita/mag_ ... tml?id=739
Dategli il gas, non fate la guerra.

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Messaggio da carlodg » giovedì 18 novembre 2004, 20:16

Diciamo che l'invidia rode dentro!!
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Messaggio da attila » venerdì 19 novembre 2004, 16:43

gigabike ha scritto:Ecco il racconto di viaggio.

Che ne dite?

http://www.aprilia.com/portale/ita/mag_ ... tml?id=739
C O M P L I M E N T S ! ! ! :ok:

...l'invidia l'ho finita! :-?

;-)
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Messaggio da lello » venerdì 19 novembre 2004, 16:46

Attila ke ci fai kua' cosi' presto???
Ti hanno licenziato???
:ridi: :ridi: :ridi:

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Messaggio da carlodg » venerdì 19 novembre 2004, 18:49

No, usa il pc aziendale!!! Cazzeggio libero???
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Messaggio da attila » sabato 20 novembre 2004, 0:29

:tie: :tie: :tie:

...semplicemente ho cominciato ad indebitarmi per i prossimi vent'anni...

piuttosto, voi due sfaticati, preparate bilico e furgone che siete arruolati come manovalanza per il trasloco!!!

:culo:
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Messaggio da carlodg » sabato 20 novembre 2004, 7:44

Hai passato la giornata a firmare cambiali?
Hai firmato anche quella per la cena di festeggiamento al Dolada?
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Messaggio da lello » sabato 20 novembre 2004, 9:05

carlodg ha scritto:
Hai firmato anche quella per la cena di festeggiamento al Dolada?
Almeno vediamo se sei un VERO AMICO e ci inviti a festeggiare con Voi

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