Il calo del desiderio

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Schwarz
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Il calo del desiderio

Messaggio da Schwarz » martedì 26 luglio 2011, 0:12

Un periodo molto impegnativo, l’ultimo giro in moto fatto più di un mese fa.
Ma c’è qualcosa di più... una mancanza di desiderio di farlo.
Penso a posti in cui vorrei essere e non sento la voglia di farlo. Visualizzo luoghi che mi hanno sempre dato emozione, ma non provo la spinta di muovermi.
Forse è finito un periodo, forse veramente devo appendere il casco al chiodo e dedicarmi ai bimbi, al lavoro, lasciar perdere il tempo lontano da casa e capire che i quaranta sono dietro l’angolo.
Il mio amico Nico, con il quale ho fatto la metà dei miei giri in moto, l’ha venduta, e non l’ha ripresa, è arrivato a questa consapevolezza anche lui, senza famiglia però.
Vabbè, venerdì è una bella giornata e decido di prendere Adler per andare in ufficio, un bel sole mi saluta alla mattina e... nel box di fianco alla mia c’è una R1150R nera e verde acido.
Un sorriso mi si stampa in faccia, il mio amico Nico è ancora motociclista! Salgo in sella, faccio qualche km e mi accorgo che andare in moto è bello, anche per andare in ufficio.
Deciso, domenica mia cognata viene a Milano e così la mia famiglia non sarebbe da sola.
La bozza iniziale è un classico: Spluga, Via Mala, Fluela, Ofen, Stelvio, Glorenza, Ofen, Maloja.
Ma le previsioni danno molta variabilità, così decido di ripiegare per una valle chiusa che non ho mai visitato, la Val Maggia. Essa si trova a nord di Locarno, cittadina che si trova in cima al lago Maggiore, nella parte svizzera del Verbano.
Seveso, Como, dogana e poi Lugano, Monte Ceneri e Locarno. Decisamente palloso.
Ecco la parte che mi piace di meno: posti già visti, strade senza curve. Uff...
Prima parte della Val Maggia è un percorso abbastanza grazioso, poco emozionante dal punto di vista della guida e valle ampia e verde come tante.
Fino a metà della valle percorso comodo da quinta marcia, paesini abbastanza simili ordinati, la locanda con la solita birra, i soliti prati.
Poi la strada si restringe, il Maggia si fa impetuoso e verde chiaro; le rocce scavate dalla sua forza contrastano con il loro biancore il colore meraviglioso dell’acqua viva.

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La strada, da strettina che era ma fattibile in terza e quarta, prende un ritmo da terza seconda, con tornanti molto stretti che richiedono o la frizione o la prima marcia.
La strada comincia a salire, e a salire. Il termometro scende a venti gradi, poi 18, e quando arriviamo alla diga del lago Sambuco ne segna 15.

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La strada continua a salire, in mezzo a prati e boschi che passano dalle latifoglie e alle conifere, per poi lasciare spazio solo al prato. Penso sempre che la strada finirà tra poco, ma continua a salire e la temperatura a scendere.
Alla fine l’asfalto solca appena la montagna e le mani si fanno sentire, ci sono otto gradi e lassù c’è una costruzione, un’altra diga.
Siamo arrivati finalmente al lago di Narèt: passiamo sopra alla diga e finalmente l’asfalto finisce. Parcheggiamo le moto e ci guardiamo intorno.
Il paesaggio è aspro, un sole intenso riscalda la tuta in pelle molto meno di quanto il vento la raffreddi.
Il termometro segna sei gradi, l’acqua dei laghetti ha un blu intenso come il cielo e le montagne sono di roccia con qualche macchia di un eroico verde che aggredisce suo malgrado questo paesaggio lunare.
Però lo sterratino continua accidenti.. non sembra difficile... e laggiù ci sono delle belle pozze d’acqua da entrarci con la moto e poi chissà se la strada continua, e dove finisce...
Ecco.
E’ scattata la scintilla, di nuovo. Non fermarsi di fronte al punto interrogativo, non lasciarsi il dubbio di quello che ci sarebbe stato dopo solo per pigrizia. Arrivare fino a dove puoi, così da poter essere in pace con il tuo cuore che non ti avrebbe risparmiato l’insulto dell’ignavia.
Risalgo in sella, il cuore pompa fortissimo e faccio in piedi lo sterrato che corre attorno a questo laghetto più alto. In mezzo alle pozzanghere marroni dove sporco la tuta, gli stivali, la moto... acqua gelida e viva.
Manate in seconda, il posteriore che si intraversa e io godo. Bivio... ma da qui si vede che la strada finisce, qui invece il sentiero gira attorno a questo costone e chissà dove porta.. non lo so... sembra difficile.
Ma chi se ne frega! Vai e sali, vai e Sali.
Giro il costone la pendenza triplica, i sassi si fanno grossi e il fondo molto instabile. Vedo due escursionisti con i bastoncini e mi sento fuori luogo, molto.
Faccio inversione qui che posso, mentre mi chiedo com’è possibile che la forza di gravità sia così possente. Mentre tengo la moto e spingo con gambe e braccia, mi sembra di fare il tiro alla fune contro un cavallo. Motore, frizione, gambe lunghe e sessioni di pressa e manubri fanno si che anche questa volta la moto non si sdrai.

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Torno indietro, rifaccio il lungo lago e poi mentre Nico torna indietro dall’asfalto faccio una scorciatoia che ho visto salendo.
La strada scende in modo drammatico e dopo una curvetta assume una pendenza assassina con pietroni non troppo grandi nè troppo piccoli. Selezionati ad arte come solo qui sanno fare per dare la massima difficoltà possibile ad una discesa in moto.
Ma io sono più testardo che furbo, metto il culo all’indietro tendo le braccia, e con i freni appena tirati scendo fino alla strada.
Fiatone, vento freddo, cielo blu e roccia. Ho il sorriso talmente largo che devo sollevare la mentoniera.
Ora scendiamo e cerchiamoci un posto caldo dove mangiare il nostro pranzo al sacco.

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Lavizzara sembra perfetto, paesello ameno dai tetti in pietra. I miei tre panini con la Bologna sembrano il pranzo di Natale in confronto al pacchetto di wafer e al succo di pera di Nico.

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Dopo il fiero pasto facciamo due passi a piedi per il micro paesino dove notiamo una meravigliosa casetta del milleseicento riccamente decorata dove il sole celtico campeggia nero e bianco da tempi non sospetti. La casetta è in vendita ma ho lasciato la penna a casa e quindi sarà per un’altra volta...

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Caffettino e rientro, tra le cascate d’acqua sulla sponda del lago Sambuco e suggestivi panorami dall’alto.

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Arrivati a Locarno torniamo in Italia da Zenna e giunti a Luino salgo per la strada verso Montegrino con la moto di Nico.
Seduta in sella piacevole, cambio rumoroso, freno potente. Poi manca mezzo metro di moto rispetto ad Adler: ciononostante la pressione dell’aria è sicuramente consistente ma anche costante, senza turbolenze.
Manubrio largo e moto molto facile, dal boxer che spinge dal basso con qualche vibrazione e una buona progressione. Difficile capire con che marcia sei...
Per mandarla giù devo però prenderla per le corna e tirarla, non è una cosa facilissima. Così come l’assenza di affondamento della forcella. La salita per Montegrino è veloce e la 1150R spinge forte ma non ho la senzazione di manubrio strappato dalle mani come con la Caponord.
Arriviamo a Montegrino e la strada è sbarrata per una qualche corsa coi carretti. Ci tocca fare di nuovo la strada di montagna all’indietro.... che schifo.. ;-)
Ci riscambiamo le moto e.. paura! Alla prima curva la mia Aprilia si tuffa verso l’asfalto! Presa la mano con il Bmw la velocità di discesa della capo è imbarazzante.
Non voglio fare il lungolago quindi decido di perdermi e andiamo verso Brezzo di Bedero. La stradina è molto graziosa, si arrampica bene e regala paesini incantevoli e un bel panorama sul lago.
Poi sbaglio strada e torniamo sul lungo lago, dal quale poi mi dirigo di nuovo sulla strada verso Luino e Zenna, la 394. Dalla cartina si vede che da Rancio Valcuvia si dipana una stradina che passa da Brinzio e porta sul lago di Varese, mai fatta.
Comincia bene, con una serie di curve da terza e quarta, ma subito cominciano due curve belle da terza, in appoggio, poi una curva a destra tonda, che non finisce mai, e una a sinistra... e ancora...ANCORA!!! curve che non finiscono mai.. ma ecco che ora l’asfalto diventa nerissimo e con una bella riga bianca in mezzo. Non ci posso credere, è troppo bello, qualcuno ha preso un pezzo di Brattello, di Cisa, di Futa... e li ha portati qui.
Perchè? Non lo so, qualcuno lassù pensa a quello che piace ai motociclisti.
Sono lì con la seconda che gode a 6500 giri, con la pedana che gratta e inclinatissimo: la curva cambia direzione, chiudo il gas spingo il manubrio verso l’esterno la moto si butta giù e SBAM gas gas GAS!!! Sento il motore che prende giri e urla rabbioso, esplode la sua furia e ruggisco anche io insieme mentre apro questa manetta!!! Viene fuori finalmente lo Schwarz che si era assopito e godo, per pochi, lunghissimi interminabili momenti.
Brinzio. Perchè nessuno me l’ha mai detto? Bastardi... Vabbè segnata e andiamo avanti.
Arrivati sul lago di Varese è tutta statale fino a Mozzate, poi Cermenate e casa.
Il chiodo sul muro... non c’è più. Non userò la moto come prima, ma di roba da vedere ce n’è tanta, proprio tanta, e andare in moto è bello, proprio bello.
Schwarz!!
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da andrema » martedì 26 luglio 2011, 0:33

Ah ecco, meno male .... il racconto all'inizio mi ha preoccupato, stava prendendo una brutta piega, ( "i quaranta dietro l'angolo!?!" e allora quelli come me che dietro l'angolo hanno i sessanta cosa dovrebbero dire?) poi per fortuna tutto è andato a posto :wink:
buone strade :ok:
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Giampaolo » martedì 26 luglio 2011, 8:37

8) Mitico Schwarz..........Grazie di esistere !
Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso modificare.
Il coraggio per modificare quelle che posso.
E la saggezza per riconoscerne la differenza


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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da D@rione » martedì 26 luglio 2011, 8:55

Senza parole...... mi s'era chiuso lo stomaco quando ho letto che ti era passata la "vena".... ma poi ogni riga è stata un'emozione crescente... e le foto, che te lo dico a fare!!!! :ok: :ok:

:motosmile: :motosmile: :motosmile: :motosmile: :motosmile:
Old chiken makes good "knor"..

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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Ale70 » martedì 26 luglio 2011, 9:13

Complimenti !!!
Sembrava di essere in moto con te.

Ciao
Ale
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Tommy » martedì 26 luglio 2011, 11:01

bellissimo racconto, avrei voluto aver fatto questo giro con voi.. :salta:
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Topolinio » martedì 26 luglio 2011, 12:07

E' sempre un piacere leggerti... 8) 8)
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Optimus Prime » martedì 26 luglio 2011, 12:21

splendido modo di raccontare le tue sensazioni :wink: :D
"Pravda chto mechti uhodyat yesli kto-to ih ostavil"
"Il Viaggio non solo allarga la mente, le dà forma"

da Tuono 1000 R a CapoNord 1000 Abs a CapoNord Rally Raid poi a Super Tenerè 1200 First Edition

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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da nicuzzo » martedì 26 luglio 2011, 12:52

Bel ritorno di fiamma :salta: !!
E bello spunto per un giretto nuovo che potrei anche copiarti (magari non la parte più sassaiola... :oops: ).
:hallo:
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da ALBERTONE » martedì 26 luglio 2011, 13:03

Ale70 ha scritto:Complimenti !!!
Sembrava di essere in moto con te.

Ciao
Ale
Quoto ! Davvero un bel racconto! Grazie per l' emozione che ci hai trasmesso ......complimenti per a tua narrativa !
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da gioroma » martedì 26 luglio 2011, 13:13

ciao NERO sono di cesano mad e la val maggia la conosco benino complimenti x il
fuori pista io non l'ho fatto....complimenti x le foto.
hai visto la chiesa in pietra del BOTTA?
:salta: :salta: :salta:
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Schwarz » martedì 26 luglio 2011, 13:38

gioroma ha scritto:ciao NERO sono di cesano mad e la val maggia la conosco benino complimenti x il
fuori pista io non l'ho fatto....complimenti x le foto.
hai visto la chiesa in pietra del BOTTA?
:salta: :salta: :salta:
chiesa in pietra? ho visto una minuscola chiesetta con una minuscola campanina con il basamento un metro sotto il piano stradale, passando.
Una roba grande come un box.
E' quella?
cià
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Ale11 » martedì 26 luglio 2011, 17:43

Le prime righe producono terrore, poi per fortuna........ :salta: :salta: :salta:
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da marioloc » martedì 26 luglio 2011, 20:03

Ad un certo punto mi sono accorto che stavo trattenendo il fiato anch'io quando leggevo il tuo racconto su quella pietraia....sei unico ogni volta che ti leggiamo ci fai entrare nel vivo del racconto. Grande !!! Grande !!!! :D ....e per fortuna che hai tolto tu il chiodo dal muro, altrimenti venivamo noi a farlo!! :D
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Re: Il calo del desiderio

Messaggio da Gooblin73 » martedì 26 luglio 2011, 20:24

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" SE DEVO SCEGLIERE TRA LA RETTITUDINE E LA PACE, SCELGO LA RETTITUDINE"

Franklin Delano Roosvelt

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